Vabbè hai fallito con i fratelli e allora?

Pensi (erroneamente) di rialzarti abbandonando la congregazione?

In realtà, pensi troppo ai fratelli e al tuo fallimento. Alcuni fallimenti fanno crescere, altri col senno di poi sono considerati sciocchezze. Dicono che c’è sempre la luce in fondo al tunnel. Sì, è la solita frase di circostanza, ma è la verità. Chi impara da un fallimento, impara a crescere. Un fallimento insegna sempre qualcosa di significativo.

La vita cristiana non è mai lineare, anzi è tortuosa e accidentata. Chi ama la luce delle stelle non ha paura della notte buia. Anzi, «più scura è la notte più luminose sono le stelle, più profondo il dolore, più vicino è Dio!». (Fëdor Dostoevskij)

Pur avendo preso immediatamente la decisione di risolvere il problema del peccato (vuol dire fallire il bersaglio) da parte della prima coppia umana, Dio prese atto del fallimento del suo progetto e si diede da fare concentrandosi sia sulla soluzione del problema che sulle conseguenze.

Il più grande fallimento della storia è stato quello di Adamo ed Eva. Ciononostante, anche se non è andato secondo i piani prestabiliti, Geova non si è fermato, ha proseguito con il suo proposito aggiustandolo e modificandolo.

I nostri piani saranno sempre imperfetti e sin da subito bisogna metterli in discussione. A volte capita che sia sbagliato già in partenza. Eppure bastano solo pochi accorgimenti per non fallire di nuovo.

Non devi essere migliore degli altri, ma il meglio di te stesso. Tieni separati i giudizi altrui dalle considerazioni personali che fai delle cause del tuo fallimento. Nessuno meglio di te sa dove hai sbagliato e da dove puoi ricominciare.

Qualsiasi cosa sia successa in congregazione, non fingere come se non fosse successo niente di grave. Prima di accettare la realtà dei fatti dobbiamo cambiare la disposizione della nostra mente. Non pensiamo che ogni fallimento sia oggetto di pubblica umiliazione. E se non ci riusciamo si può comunque fallire con eleganza.

A volte il fallimento ci insegna chi siamo realmente. Chi riesce a reagire bene di fronte a una sconfitta diventa una persona tenace. Questo perché non ne fa un dramma, rialza la testa, ci riprova e così la volta successiva ha più probabilità di farcela. Il re Salomone scrisse: “Tutto ciò che la tua mano trova da fare, fallo con la tua medesima potenza”. (Ecclesiaste 9:10)

«Cercare scuse per giustificare il tuo allontanamento dalla congregazione è da falliti. Quello che è stato è stato e non puoi più cambiarlo, anzi “se ti volgi per fare il bene, non ci sarà un’esaltazione? (Genesi 4:6, 7). Caino docet».

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA